Allucinazioni indotte e ipnosi-suggestione

 

Attraverso la suggestione ipnotica, è possibile talvolta favorire nella persona il manifestarsi di quelle che vengono dette  allucinazioni, sia di natura positiva (o, più esattamente: additiva, nel senso che, da parte di qualcuno, si percepisce qualcosa che apparentemente non c’è) sia di natura negativa (o, più esattamente: sottrattiva, nel senso che, da parte di qualcuno, sembra non si percepisca qualcosa che apparentemente c’è).

Rimandiamo ad altra sede il dibattito teorico sulle allucinazioni in generale. Appare comunque evidente che la stimolazione di rappresentazioni soggettive per suggestione è una delle modalità più classiche della psicologia, sia sperimentale sia popolare, degli ultimi due secoli e oltre.

Più in particolare: il fascino dell’allucinazione ricorre negli studi sull’ipnosi-suggestione.. Ogni testo sull’ipnosi-suggestione tratta il fenomeno, per cui risulta difficile compiere una selezione precisa per una pubblicistica tanto sconfinata.

Merita tuttavia segnalare qualcuna delle innumerevoli circostanze in cui è stata evidenziato in laboratorio il verificarsi di simili percezioni soggettive per il tramite di interventi suggestivi.

 

Qualche dato scientificamente accreditato, tra i molti disponibili

 

Erickson, M.H. (1939). Experimental demonstrations of the psychopathology of everyday life. Psychoanalytic Quarterly, 8, 338-353.

Anche per quanto riguarda il caso delle “allucinazioni” ipnotico-suggestive, ci viene incontro il rilevante contributo offerto da Milton Erickson. Lo studio, sia sperimentale sia clinico, delle rappresentazioni soggettive, indotte e non, ricorre infatti costantemente in molti contributi prodotti da questo maestro della psicologia clinica.

Il lavoro migliore da cui partire, per chi volesse attingere all’intelligenza ericksoniana, è probabilmente il saggio del 1939 sulla dimostrazione in laboratorio di molti processi nevrotici. Per farsene un’idea, rimandiamo alla scheda di sintesi che ne abbiamo prodotto da tempo.

 

Priftis, K., Schiff, S., Tikhonoff, V., Giordano, N., Amodio, P., Umiltà, C., Casiglia, E. [2011]. Hypnosis meets neuropsychology: Simulating visuospatial neglect in healthy partici-pants. Neuropsychologia, 49[12], 3346-3350.

All’Università di Padova, un gruppo di ricercatori (tra cui merita ricordare l’eccellente collega Umiltà) dimostrato che è ben possibile produrre in laboratorio un neglect visuo-spaziale (fenomeno che di solito è la conseguenza di una lesione cerebrale, quando la persona subisce un deficit della consapevolezza spaziale contro-laterale rispetto alla lesione, per cui non è consapevole di stimoli presenti in quella porzione di spazio) suggestionando tale neglect come compito post-ipnotico, che viene somministrato ad un campione sperimentale di 10 soggetti adulti sani.

 

Langlade, A., Jussiau, C., Lamonerie, L., Marret, E., Bonnet, F. [2002]. Hypnosis increases heat detection and heat pain thresholds in healthy volunteers. Regional Anesthesia and Pain Medicine, 27[1], 43-46.

Langlade e colleghi, presso lo Anesthetic Department and Pain Clinic al Tenon Hospital di Parigi, conducono una ricerca con 15 volontari adulti cui viene suggestionato in trance di modificare, per eccesso o per difetto, la soglia percepita della temperatura e del dolore, rilevando poi la loro reazione, sia in stato di veglia sia in stato di trance, alla somministrazione di una serie di stimoli termici.

Sulla base dei risultati ottenuti, i ricercatori deducono che l’ipnosi può, almeno in parte, modificare la percezione della temperatura superficiale così come del dolore eventualmente ad essa collegato.

 

Barnier, A.J., Cox, R.E., O’Connor, A., Coltheart, M., Langdon, R., Breen, N.C., Turner, M. [2008]. Developing hypnotic analogues of clinical delusions: Mirrored-self misidentification. Cognitive Neuropsychiatry, 13, 406-430. / Barnier, A.J., Cox, R.E., Connors, M., Langdon, R., Coltheart, M. [2011]. A stranger in the looking glass: Developing and challenging a hypnotic mirrored-self misidentification delusion. International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis, 59[1], 1-26.

Alla Macquarie University, dove lo studio sperimentale delle allucinazioni è piuttosto sviluppato, Barnier e Collaboratori [2008, 2011] suggestionano ipnoticamente con successo, in piccoli campioni di soggetti molto portati all’ipnosi, l’allucinazione per cui questi non riconoscono più la persona che vedono nello specchio mentre vi si trovano davanti (in altre parole: non riconoscono più se stessi).

Alcune di tali persone ipnotizzate trovano con facilità varie argomentazioni per spiegare l’apparentemente assurda presenza di quell’estraneo nello specchio.

 

 

Conclusioni

 

Potremmo andare avanti per ore ed ore a sviscerare i così numerosi quanto interessanti materiali, clinici e di ricerca, su questo genere di fenomeni che sono disponibili nella pubblicistica scientifica e professionale e di cui in questa sede abbiamo presentato semplicemente un breve accenno.

Magari lo faremo in qualche successiva occasione di formazione, di incontro o di conferenza. Mentre, per il momento, ci permettiamo di rimandare, per chi volesse affrontare un primo approfondimento sul tema, al Manuale Completo di Ipnosi (§19 – Sensazioni Percezioni Illusioni Allucinazioni).

Un brillante aggiornamento sul tema specifico si trova anche nella recente rassegna  pubblicata (anche questa) alla Macquarie University di Sidney, Department of Cognitive Science: Connors, M.H. (2015). Hypnosis and belief: A review of hypnotic delusions. Consciousness and Cognition. 36, 27-43.

 

 

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